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ISA (indici sintetici di affidabilita’)

I contribuenti con indice sintetico di affidabilità fiscale (ISA) pari almeno a 8 hanno una serie di vantaggi come l’esonero dal visto di conformità; viceversa, un livello di affidabilità minore o uguale a 6 può far partire controlli sul rischio di evasione fiscale.

Gli indici sintetici di affidabilità (ISA) sono l’ennesimo strumento di compliance elaborato dall’Agenzia delle Entrate per consolidare la collaborazione tra i contribuenti e la Pubblica Amministrazione: studi di settore in soffitta e debutto degli ISA per far emergere nuova base imponibile, premiare i contribuenti “affidabili” e accrescere la cooperazione tra contribuenti e Fisco.

Così, sulla carta, tutto pare funzionare……..la realtà di studio è invece ben diversa:

  • il software non è ancora disponibile a circa un mese dalla prima scadenza prevista per il pagamento delle imposte e il provvedimento n. 126200, emanato dall’Agenzia delle Entrate il 10.05.2019, introduce nuovi adempimenti ridondanti a carico degli intermediari;
  • il tempo stringe e gli addetti ai lavori, per l’acquisizione massiva dei dati che consente di assegnare il voto di fedeltà fiscale, dovranno:

– chiedere delega al Cassetto Fiscale;
– ricevere apposita delega (per dati ISA) dai propri assistiti;
– inviare un file all’Agenzia Entrate con la lista dei contribuenti assistiti fornendo elementi di riscontro contenuti nella dichiarazione IVA 2018 o in assenza, nel modello dei dati rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore 2018;
conservare le deleghe cartacee per 10 anni;
– annotare giornalmente le deleghe acquisite in un apposito registro cronologico.

Solo terminato questo iter si potranno reperire le nuove informazioni che confluiranno nel modello ISA: non semplicemente dati contabili ed extracontabili a cui ci hanno abituato i buoni vecchi studi di settore, ma:

– redditi degli ultimi 7 anni;

– dati INPS;

– coefficiente individuale per la stima del valore aggiunto, ecc.

Inevitabili e condivisibili sono pertanto le reazioni di AIDC (Associazione italiana dottori commercialisti) e UNGDCEC (Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili) che, con un comunicato congiunto del 21.05.2019, hanno richiesto a gran voce una proroga (che si gradirebbe non postuma rispetto alla scadenza) del pagamento delle imposte.

Così, mentre in questi giorni diventa sempre più probabile lo spostamento della prima scadenza delle imposte al 20.07.2019, un differimento “sostanziale quello invocato dal Cndcec che dovrebbe concretizzarsi con “un intervento di natura normativa che disponga, con il necessario anticipo rispetto all’attuale scadenza, la proroga dei termini di versamento al 30.09.2019”.

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