Lettera al MEF: disagi per i contribuenti

Condividiamo sul nostro sito quanto trasmesso oggi a nostra firma al Ministro dell’Economia e delle Finanze dott. Franco, per evidenziare le difficoltà dei contribuenti e della nostra categoria ad essere ricevuti dall’Agenzia delle Entrate.

La situazione è diventata insostenibile.

 

Alla c.a. del Ministro dell’Economia e delle Finanze

Dott. Daniele Franco

Via XX settembre 97

00187  Roma

 

Oggetto: avvisi di liquidazione ex art. 36 DPR 600/1973 e art. 54 bis DPR 633/1972

Premesso che

  • dal mese di settembre, e via via in misura crescente in modo esponenziale, sono stati notificati ai contribuenti gli avvisi di liquidazione derivanti dal controllo automatizzato delle dichiarazioni ai sensi degli artt. 36 DPR 600/73 e 54 DPR 633/1972 per gli anni d’imposta 2017 e 2018 riprendendo l’attività di notifica sospesa a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19.
  • tali avvisi concedono, quando sono notificati direttamente al contribuente, un termine di 30 gg per fornire chiarimenti e dimostrare la correttezza dei dati dichiarati o procedere al pagamento dell’intera somma richiesta o della prima rata in casi di pagamento rateizzato.

considerato che i canali a disposizione dell’utenza per la lavorazione delle pratiche sono i seguenti:

  • civis
  • call center
  • pec
  • uffici locali

rilevato che

  • civis non è un canale “comunicativo”, può accogliere solamente le istanze i cui dati siano già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria, non consente una funzione “rispondi”, spesso le pratiche vengono chiuse con invito a recarsi all’ufficio locale;
  • il call center è costantemente intasato. Si deve seguire la voce guida del risponditore automatico, selezionare un paio di opzioni, fornire il proprio codice fiscale, per poi arrivare a sentirsi dire che gli operatori sono momentaneamente occupati ed essere invitati a riprovare più tardi. Si possono perdere anche ore nel vano tentativo di parlare con qualcuno;
  • la pec fa perdere il controllo della pratica. Non si sa a chi venga assegnata né le tempistiche, né si conosce a chi rivolgersi per avere informazioni circa la lavorazione;
  • gli appuntamenti presso gli uffici locali sono da tempo indisponibili sia per i professionisti appartenenti a categorie firmatarie di accordi, sia per i cittadini.

Spesso, di fatto, ci si trova nell’ impossibilità di lavorare le comunicazioni di irregolarità nei 30 gg previsti, per cause non imputabili ai contribuenti né ai professionisti che li assistono.

Alla luce di quanto riportato, pertanto, la sottoscritta

chiede

  • Un immediato intervento che ponga rimedio a questa situazione e che garantisca la decorrenza dei 30 gg dal momento della lavorazione della pratica da parte dell’Agenzia delle entrate, sia in caso di esito favorevole che sfavorevole o, in alternativa, che venga concesso un più lungo termine, ipotizzabile in 90 gg, per la comunicazione delle ragioni per cui risultano corretti i dati trasmessi o degli elementi non considerati ai fini della predisposizione della comunicazione;
  • di istituire un canale dedicato per i Commercialisti che consenta il contatto con l’ufficio e la programmazione di un appuntamento entro 5 gg;
  • di consentire che gli uffici possano ricevere pec a nome del professionista, senza necessità di allegare autotutela a nome del contribuente e documenti di identità (uniformando la procedura a quelle di civis e call center dove il professionista interviene personalmente) e istituire una procedura che consenta di seguire l’iter della lavorazione attraverso una mail/pec informativa con cui l’ufficio comunichi quando e a chi viene assegnata la pratica e, infine, la conclusione della lavorazione.

Con osservanza.

Milano, 09 Dicembre 2021                                                                                                                                                                                                                                                                                                 firma

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